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13 ottobre 2011. DECIMO
GIORNO Alcune riflessioni sui miei dieci giorni di sciopero della fame e
sospensione dei farmaci
Domani venerdì 14 ottobre termina il mio
sciopero della fame con sospensione dei farmaci. Scusate la banalità ma comincio
con i ringraziamenti. Voglio ringraziare innanzitutto la mia amica Cristina che
per questi dieci giorni ha sospeso la sua vita per per sostenere questa mia
azione. Ringrazio tutte le persone che si sono prodigate a diffondere via web,
via radio (e qui voglio ricordare Radio No Tav, Radio Popolare Roma e Radio Onda
d'Urto) e quant'altro la mia azione non violenta.
Con questa mia azione chiedevo di allentare la repressione da parte degli organi
dello Stato nei confronti di noi cittadini che stiamo combattendo una sacrosanta
battaglia contro la lobby del tondino e del cemento. Dicevo di voler usare la
mia malattia come arma contro l'indifferenza e la malinformazione che i mezzi di
comunicazione continuano a diffondere e di voler dare un pizzico di coraggio in
più a tutte le genti che si oppongono a quest'opera.
Che cosa è successo in solo dieci giorni? Sicuramente quest'azione non ha
diminuito la repressione nei nostri confronti ma ha contribuito a dare un peso
nel messaggio che noi siamo determinati e pronti a tutto.
Per quello che riguarda la diffusione ci sono stati in vari siti e su Facebook
discussioni sull'azione che però hanno portato sull'argomento TAV persone al di
fuori del movimento.
Ultimo ma non ultimo (anzi!), sono sicuro, e questa sicurezza me la danno le
mail che ho ricevuto e le persone che mi sono venute a trovare, che quest'azione
ha diffuso un pizzico di coraggio in più.
Mi voglio rivolgere a quelle persone che hanno visto in questa mia azione uno
sfregio alla vita. La vita che mi è stata data è per me sacra e non ho nessuna
intenzione di buttarla via, visto che è dal 1984 che combatto contro una grave
malattia. Ma la vita va anche vissuta appieno.
Vorrei spendere qui anche due parole sulla condizione di sieropositività
all'HIV. Si parla di HIV dal 1984, sono ben 27 anni, e mi rendo conto che esiste
ancora molta ignoranza in merito. Quindi capisco che chi di voi non sapeva della
mia condizione di sieropositivo ne sia rimasto incredulo. Vi prego: qualsiasi
dubbio che voi possiate avere sulle modalità di contagio e qualsiasi cosa vi
passi per la testa che riguarda l'HIV, parliamone insieme.
Un abbraccio ribelle, Fabrizio
12 ottobre 2011. NONO
GIORNO
Nono e penultimo giorno di sciopero della
fame e sospensione dei farmaci. Sono stanco! Però non è mancata una breve
passeggiata al lago in questa magnifica giornata di sole. Ho saputo che oggi c'è
Gianni di Rivalta che per solidarietà fa lo sciopero della fame e ne sono
contento, dà un po' di forza in più in questa faticosa giornata. I miei dati
clinici sono sempre a posto: pressione 123-69, pulsazioni 65, temperatura 35,7 e
peso 62,2.
Un abbraccio ribelle a tutti a presto rivederci alla Maddalena, Fabrizio
11
ottobre 2011. OTTAVO GIORNO
Ottavo giorno di sciopero della fame e sospensione dei farmaci. I miei dati
clinici vanno sempre bene: pressione 116-68, pulsazioni 66, temperatura 36,3 e
peso 62,8. Anche questa mattina sono andato al lago a fare la mia solita
camminata. Al contrario di ieri notte stanotte ho riposato relativamente bene,
però oggi mi sento un po’ debole e francamente quest’inattività comincia a
pesare.
Un abbraccio ribelle a tutti ciao Fabrizio
SONO ANDATA A TROVARE FABRIZIO di Ermelinda
Ieri sono andata a trovare Fabrizio con un amico comune.
Ci ha accolto con gioia e gentilezza e nel suo solito modo affettuoso.
Ci ha detto che sta bene e che riesce persino a fare una passeggiata con Shoon
al mattino.
Il resto della giornata lo passa certamente seduto o sdraiato.
Non è facile che il corpo sia in forma se non si mangia da giorni.
Poi Fabrizio ha dei problemi in più.Una condizione particolare che necessita
l’assunzione di farmaci retrovirali che mantengono il sistema immunitario sotto
la soglia del rischio.
Fabrizio non prende cibo e non prende farmaci. E’ preoccupante.
Ieri mi è apparso stanco, magro, con la voce bassa facilmente affaticabile.
Ci ha detto che sa fino a dove arrivare e gli credo anche…so che è una persona
consapevole di se e dei suoi limiti.
Mi chiedo quindi perchè ha voluto dare questa ”manifestazione”. Certo per
contrastare la malaopera facendo parlare di se in quanto oppositore: una tra le
tantissime forme di protesta messe in campo in questi vent’anni.
Ma forse c’è qualcosa di più.
Forse Fabrizio vuole parlare di tav e di notav ma anche di hiv, di
sieropositività, di malattia, a volte di morte.
Forse vuole dire, dirci, che esistono delle condizioni umane di difficoltà, come
questa malattia che ti porti appresso nel silenzio e nell’invisibilità.
A me sembra che urli.
Erme
10 ottobre 2011. SETTIMO GIORNO
Settimo giorno di sciopero della fame e sospensione dei farmaci. I miei dati
clinici: pressione 120-65, pulsazioni 54, temperatura 36 e peso 63,3. Sto
perdendo quasi un chilo al giorno, continuo sempre a farmi un giro al lago la
mattina. La notte scorsa l’ho passata insonne (ma non per la fame) e al
contrario di quel che ci si può aspettare oggi ero pieno di vitalità (strani
effetti del digiuno!). So che per me l’insonnia non è un fatto normale, non è un
dato preoccupante ma è una cosa che mi sta facendo riflettere sul continuare
fino a giovedì. Vedremo come va stanotte.
Un abbraccio ribelle a tutti Fabrizio
10 ottobre 2011.
Da “L’Unità” di Salvatore Maria Righi.
Fabrizio ha 46 anni e probabilmente un destino montanaro. Nato e cresciuto in
Abruzo e poi in Val di Susa, nel 1985. “Non c’è poi molta differenza,sono sempre
montagne” scherza, ora che è diventato quasi piemontese e che come tanti altri
da quelle parti ha fatto diventare la lotta al Tav la propria vita. Fabrizio,
che di cognome fa Berardinelli e che ama quella terra perchè ci ha fatto un pò
di tutto, il contadino, l’allevatore di mucche, il maniscalco e il
bibliotecario: per questo, spiega, Susa è diventata la “sua” valle. Per questo,
racconta, ha deciso di mettersi in gioco nella lotta alla grande opera :” Vorrei
far coraggio a tutti quelli che come me lottano contro l’alta velocità”.
Fabrizio ha scelto di rischiare per attirare l’attenzione sulla
“militarizzazione” della valle: un rischio calcolato, va bene, ma sempre un
rischio. Perchè Fabrizio è ammalato, sieropositivo dal1984 e in cura dal 1998. I
farmaci e le terapie di ultima generazione gli permettono come a tanti altri,
una vita normale e relativamente serena. ” Ho deciso di rischiare sulla mia
pelle per questo dannato problema della Val di Susa che ci impedisce di vivere
liberamente” racconta in un video nel quale lui, con una felpa grigia a righe,
parla del virus, delle medicine, della Tav e di quella valle dove è diventato
sempre più difficile vivere. Da martedì scorso, Fabrizio berardinelli, ha
cominciato uno sciopero della fame, nella sua casi di Avigliana, e
contemporaneamente ha smesso di prendere le medicine. ” Si tratta di inibitori
della proteasi, la proteina di cui si nutre il virus. Significa che le mie
difese immunitarie potrebbero scendere e insieme schizzare in alto la carica
virale”. Quel virus che gli si è infilato dentro tanti anni fa e che fino adesso
è rimasto latente, cioè assopito, potrebbe insomma svegliarsi. Fabrizio
Berardinelli sta praticando la sua protesta in ambiente protetto, col supporto
di persone competenti, e finora ha subito solo un dimagrimento dovuto al
digiuno. Se non ci saranno complicazioni e il suo organismo non darà segnali
preoccupanti, dovrebbe proseguire nella sua battaglia almeno fino a giovedì
prossimo. “Anche se in modo controllato non significa che non rischio, so
benissimo che su questa strada basterebbe per esempio un’infezione
opportunistica come un raffreddore per mettermi nei guai seri”. Lo ha voluto
fare lo stesso, però, perchè a nome di tutti ripete che la valle è ormai
occupata militarmente e non si riesce più a vivere serenamente. ” Hanno messo i
check point di controllo perfino per chi fa la vendemmia, per andare a lavorare
tra le vigne bisogna mostrare la propria carta d’ identità. Pensare che proprio
la regione ha dato contributi per la coltivazione del vino Avanà, e adesso
quelle viti dovranno essere spazzate via per far posto al cantiere Tav. Moltgi
vengono fermati quotidianamente ai posti di blocco, per non parlare delle
perquisizioni che fanno nelle loro case e per non parlare di quelli che vengono
fermati e gli viene chiesto di togliersi gli abiti, per vedere se hanno
tatuaggi”.
9 ottobre 2011. SESTO GIORNO
Sesto giorno di sciopero della fame e sospensione dei farmaci. I miei dati
clinici vanno sempre bene: pressione 120-63, pulsazioni 56, temperatura 35,7 e
peso 64,1.
Come sto? Per essere al sesto giorno tengo duro. Passo parecchio tempo a letto
ma faccio sempre la mia lunga passeggiata mattutina con il mio cane Schoon e la
mia amica Cristina. Ho appreso da mail (e ho visto anche le foto) che sono stati
colti in castagna gli sbirri mentre rubavano dai nostri boschi le nostre
castagne e sono stati cacciati. Devono sapere che questo è solo l’inizio!
Un abbraccio ribelle a tutti, Fabrizio
8 ottobre 2011. QUINTO GIORNO
Oggi quinto giorno di sciopero della fame e sospensione dei farmaci. Grazie a
tutti per i tantissimi messaggi di amore e di solidarietà che ricevo. Vorrei
solo ribadire il concetto che io non sono nè un martire nè voglio sentirmi
protagonista ma che questa è semplicemente una delle tante azioni messe in campo
in questa lotta e solo di questo voglio fregiarmi. Io sto bene e i miei valori
sono: pressione 123-64, pulsazioni 64, temperatura 36,1 e peso 64,6 kg. Passo
molto tempo a letto perchè mi stanco facilmente. Mi duole un po’ il ginocchio e
mi è scesa un po’ la voce, è certo che questo ventas di valle non aiuta.
Un abbraccio ribelle a tutti, Fabrizio
7 ottobre 2011. QUARTO GIORNO
Oggi quarto giorno di digiuno. Mi è passata la nausea, ho un leggero mal di
testa credo dovuto al vento che qui ad Avigliana fischia forte. Ho fatto il
solito giro al lago piccolo che oggi ha delle bellissime onde che ricordano
vagamente (ma molto vagamente) il mare. Sto bene, sono solo un po’ stanco. La
mia pressione è 117-65, le pulsazioni 56, temperatura 36,1 e peso 65,1 kg.
Un abbraccio a tutti Fabrizio
6 ottobre 2011. TERZO GIORNO
Oggi terzo giorno di digiuno. Mi ha fatto molto piacere partecipare a
Radio NO Tav e spiegare ancora una volta i motivi di questa mia scelta ma mi ha
fatto ancora più piacere sentire la calorosa partecipazione degli amici della
radio. Io sto bene, a parte un po’ di nausea (sarò incinto?). La mia pressione è
111-60, le pulsazioni 57, la temperatura (esterna) 35,7°C e peso 66,1 kg.
Un abbraccio a tutti Fabrizio
5 ottobre 2011. SECONDO GIORNO
Oggi secondo giorno di sciopero della fame e sospensione dei farmaci. Sto
benissimo, la mia pressione è 108 – 67, le pulsazioni sono 50 e la temperatura
36,2 e peso 67,9 Kg. Questa mattina ho fatto un giro al lago e ho incontrato un
nostro amico che stava lavorando e mi ha incoraggiato in questa mia scelta
(ragionata e consapevole) e questo mi ha reso felice.
Vi ringrazio di essermi vicino ma vi prego di non scrivere in anticipo i miei
necrologi, siate positivi come me (beh, virus a parte…) ! Con questo gesto non
voglio che si diffonda preoccupazione ma, come ho già scritto, un pizzico di
coraggio in più a tutti noi. Sempre ben felice se tutti voi mi mandate anche
solo un pensiero positivo ancora più felice se passate a trovarmi a casa.
Un abbraccio ribelle, Fabrizio
“SIEROPOSITIVO E NO TAV :<< SOSPENDO LE CURE PER DIFENDERE LA VALLE>>.
4 ottobre 2011. IL SUO COMUNICATO
Mi chiamo Fabrizio Berardinelli e abito in via Salvo D’Acquisto 1/C ad
Avigliana. Dal 1984 sono sieropositivo, che significa che ho contratto il virus
dell’HIV. Nel 1997 ho cominciato a fare le terapie a base di inibitori della
proteasi ed antiretrovirali, i farmaci cosiddetti salvavita. Sono un attivista
non violento del movimento NOTAV. Oggi ho deciso di usare l’arma della malattia
come una spada per trafiggere l’indifferenza e la malinformazione che i mezzi di
comunicazione continuano a diffondere. Ho deciso di fare uno sciopero della fame
con sospensione dei farmaci salvavita per un periodo che va dai sette ai dieci
giorni a partire da martedì 4 Ottobre. So benissimo a che cosa vado incontro,
rischio che la carica virale si alzi e i miei linfociti T4 e T8 si abbassino con
conseguenze gravi per la mia salute.
Con questo gesto vorrei infondere un pizzico di coraggio in più a tutte le genti
della Valsusa e Valsangone. Inoltre chiedo agli organi preposti, Prefettura e
Procura, di allentare la repressione nei confronti di cittadini che combattono
una sacrosanta battaglia contro la speculazione del tondino e del cemento. Mi
auguro che il processo a carico di Elena e Marianna si svolga al più presto e
che ritornino libere.
Un abbraccio Fabrizio