Diario di un NO TAV nel Cauca

 
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Dov'è il Cauca?

In una delle regioni più violente della Colombia vivono oltre 100 mila indios di etnia nasa. Presi tra i  due fuochi dell’esercito e della guerriglia, rischiano di essere sopraffatti dalla legge del più forte e di perdere le loro terre ancestrali. Per questo motivo hanno fondato un movimento nonviolento il cui obiettivo è la difesa dell’identità indigena e del diritto alla vita.

Come spiega NASA ACIN (Associazione Nazionale Indigena Nord del Cauca), organo del governo indigeno:
"La Minga di Resistenza Sociale e Comunitaria del SudOccidente Colombiano stá facendo la storia in Colombia. Quando la gente si accorge che stá facendo la storia, sta molto bene. Quando il popolo sa che sta scrivendo la storia, non é interssato alle piccole conquiste.
Per questo, la Minga non viene a negoziare con Uribe.
Non andiamo a negoziare nulla! Quello che viene a fare la Minga é smascherare di fornte al mondo la politica di guerra e di terrore che questo governo sta utilizzando contro tutti coloro che reclamano i loro diritti. Stiamo rendendo evidenti i crimini di Uribe e la illegittimitá del suo regimo narco-mafioso e paramilitare
".

.

Questi in sintesi gli obiettivi:
1 -
Difender la vita e i diritti territoriali, politici ambientali ed alimentari;
2 -
Rifiutare la illegittimitá e illegalitá di questo governo alleato col paramilitarismo;
3 -
Diritti umani conservati e pace per  tutti;
4 -
Liberare la Madre Terra, dato che fin quando sará sottomessa e distruttua non ci sará futuro per nessuno.


.

SEGUONO GLI AGGIORNAMENTI E I COMUNICATI

01-11-2011. QUARTO E ULTIMO AGGIORNAMENTO

Durante la mia permanente in Cauca sono venuto a conoscenza e ho avuto contatti con il movimento indigeno per la difesa e la riconquista della Madre Terra.
In quasi 25 giorni io e i miei compagni di viaggio abbiamo avuto modo di conoscere il modo di vivere e resistere in difesa delle loro terre ancestrali ma abbiamo anche avuto modo di vedere alcune cose poco confortanti.

Il movimento indigeno copre una vastissima parte del territorio del Cauca dove il 98% della popolazione sono appunto indigeni, la loro lotta è improntata sul rispetto della madre terra e sul contrastare le concessioni governative minerarie che vogliono devastare il territorio per estrarre oro e pietre preziose ma anche dal conquistare e rivendicare le terre ancestrali.

Il movimento ha all'interno 2 associazioni: ACIN asociacion de cabildos indigenas del norte del cauca e CRIC consejo regional indigena del cauca. Queste 2 realtà concertano con il governo il possesso, la gestione e la ripresa delle terre andando spesso in contrasto con il volere della popolazione.
Il caso più eclatante e grave esiste con il MOVIMIENTO SIN TIERRA LOS NIETOS DE QUINTIN LAME. Questo movimento si ispira ad EMANUEL QUINTIN LAME, indigeno vissuto dal fine 1800 fino al 1967, personaggio molto carismatico che per primo si oppose ad una logica governativa invitando la popolazione indigena a disubbidire al volere del governo colombiano e, si dice, a costituire un movimento armato in difesa delle famiglie indigene oppresse in modo violento dall'esercito e dalla polizia.

Il movimento oggi conta circa 350 famiglie e sono per lo più ubicate sulle montagne a sud di Santander de Quilichao. Ancora adesso sono accusati di essere dei violenti, dei terroristi e di essere un movimento armato ma avendo vissuto un tempo lungo con loro abbiamo condiviso molto del loro pensare, per tutto il resto tutto il mondo è paese e sappiamo benissimo come funziona la macchina della repressione.

Loro rivendicano la possibilità di avere delle terre per poter coltivare e sopravvivere ma queste terre a loro non sono concesse.

La spaccatura tra ACIN e CRIC nasce dal momento in cui per necessità decidono di occupare delle "finche" (cascine) con terreno annesso di proprietà di grandi latifondisti che le lasciano in stato di abbandono.
In 2 casi abbandonarono l'occupazione perché le 2 organizzazioni in accordo con il governo gli promisero delle altre terre, peccato che le terre si trovavano a 400 km da quella zona, quindi in un altra regione fuori dal loro contesto sociale. Nel 1991 decisero di occupare la "finca del nilo" in Caloto e il 16 dicembre 1991 furono attaccati da esercito e paramilitari che aprirono il fuoco e uccisero 20 indigeni tra cui donne e bambini.
Ora quel luogo è un sacrario con le croci dei caduti. Immaginate un immensa distesa di prati verdi ed in cima ad una dolcissima collina i resti di quel che rimane di una cascina disseminata attorno di croci, è stato il momento più emozionante di questa mio tempo in Cauca, sentire la voce dei parenti e dei sopravissuti a quel giorno che ti raccontano l'accaduto. Noi eravamo impietriti ad ascoltare queste persone che in quel momento condividevano un dolore che ancora oggi è molto vivo anche perché non hanno avuto l'appoggio di nessuno, nemmeno del ACIN e del CRIC, il governo non ha mai riparato a quella strage, nascondendola a livello nazionale e internazionale.

16 DICEMBRE 1991 - 16 DICEMBRE 2011 20 ANNI

Giuliano

 

22-10-2011. TERZO AGGIORNAMENTO DI GIULIANO

In questi giorni non sono riuscito a tenervi aggiornati perchè eravamo in giro sulle montagne nelle verede più distanti dove i problemi sono maggiori.
3 giorni fa siamo stati a Mondomo in una vereda dove vivono 14 famiglie che fan parte del MOVIMIENTO SIN TIERRA EMANUEL QUINTIN LAME. Emanuel Quintin Lame era un indigeno vissuto all'inizio del secolo che per primo si ribellò con forza  alla politica del governo colombiano incitando la popolazione a non pagare le tasse, a questo il governo rispose con azioni violente di repressione tanto da indurre la popolazione indigena a formare un movimento armato per difendersi dai massacri di esercito e paramilitari.
Oggi questo movimento esiste ancora ma logicamente non è più armato. La repressione nei loro confronti continua perché sono i pochi che per avere della terra da coltivare per sopravvivere sono costretti ad occuparla sottraendola a i grandi latifondisti della Colombia, tutto questo scatena una forte repressione: minacce di morte e  attentati a i capi famiglia più in vista fino ad arrivare a situazioni come la "strage del Nilo" in cui durante un occupazione intervenne lèesercito e i paramilitari uccidendo 20 indigeni, era il 16 dicembre 1991.
Essere in quel luogo con i familiari e sopravissuti a quella strage che ti raccontano è stato il momento più emozionante di tutta questa esperienza.
Stamattina a malincuore ho salutato Ned e Lila con cui ho vissuto questi giorni in ASOCAL, un associazione campesina che promuove un agricoltura
totalmente organica, 2 ore sul tetto della civa ed eccomi a Popayan alla sede del CRIC, consiglio regionale indigeni del cauca, organizzano la lotta per la difesa e la ripresa della madre tierra.
Ora sono su un piccolo bus molto affollato con musica latino-americana-caucana a tutto volume e sto andando a Cali, l'università, è in "paro permaniente", cioè sciopero, ed è occupata quindi stanotte dormiamo li'. Si è sparsa la voce che in Cauca ci sono 3 pazzi italiani e 1 israeliana che girano con una bandiera con scritto NO TAV quindi domattina facciamo una diretta con la radio del movimento universitario, il mio spagnolo è migliorato ma fortunatamente ci sono Nicola e Rocco che mi aiutano.
Domenica con il cuore sarò con voi, buon 23 ottobre a tutti...........
Un abbraccio luchador.

12-10-2011. SECONDO AGGIORNAMENTO DI GIULIANO

Ciao a tutti, immagino abbiate sentito la diretta telefonica su radio blackout direttamente dal Cauca l altro pomeriggio.
Qua un po' è estate un po' inverno, piove violentemente e poi esce il sole.
Oggi 12 ottobre c'è stata una marcia contro il progetto di una miniera qua vicino, oltretutto questo giorno è un giorno importante perché è il giorno della scoperta dell'America ma nei secoli le popolazioni indigene lo hanno chiamato "il dia de la raza il dia del pueblo" quindi in tutta l'America hanno marciato le popolazioni indigene per difendere la loro identità.
Abbiamo preso parte alla marcia con la nostra bandiera su un bel bastone di caffè, 14 km sulla panamericana bloccandola totalmente, tantissimi bambini, donne uomini di tutte le età, tantissima gente che ci guardava e ci chiedeva il significato della bandiera, tutti solidali per la difesa di madre tierra, gionalisti e fotografi che ci facevano foto e ci chiedevano, all'arrivo alcuni esponenti del movimento indigeno ci hanno ringraziato pubblicamente dal palco chiedendoci se volevamo parlare e spiegare la nostra lotta.
Nicola mi ha fatto da traduttore, quando ho detto di difendere con tutta la forza la nostra terra è scoppiato un forte applauso, tutti contenti, la polizia un po' meno, ci seguiva tutto dove andavamo e ci guardava un po' di storto.
Nei prossimi giorni andremo nelle verede più distanti e con più problemi per gli scontri che ci sono quasi giornalmente tra guerriglia ed esercito, qualche volta si sentono i botti in lontananza.
Comunque saremo accompagnati dalla guardia indigena a cui prendono parte uomini, donne e anche bambini armati solamente di un bastone tornito con dei lacci colorati ma si confrontano con guerriglia ed esercito perché hanno un peso ed un importanza fondamentale all'interno della comunità.
Ora vi saluto e mi godo un po' di questa luna piena che tra una nuvola ed un altra si fa vedere.

Un saluto resistente, NO TAV.
Giuliano




10-10-2011. PRIMO AGGIORNAMENTO DI GIULIANO

Dopo 12 ore di aereo arrivo a bogota subito il bus notturno per Cali, arrivo a Cali la mattina, un altro bus per Santander de Quilichao dove mi aspetta Nicola e con lui eccomi catapultato nel mezzo delle montagne del Cauca. Il mio viaggio colombiano e' iniziato. Arrivo a Caldono nella vereda di campoalegre un posto meraviglioso sulla collina di fronte al paese e con vista sulle montagne, dormo nella sede dell asociacion campesina "asocal" che promuove l agricoltura biologica nella zona. Arriva anche Rocco dalla basilicata che vive in colombia da un anno e che lavora con comunita' afro-colombiane in resistenza a gruppi paramilitari. Facciamo una diretta dalla radio "liswal nasa yuwe estereo" spiegando la nostra resistenza in valsusa. Felici e contenti siamo andati a dormire mentre in lontananza esplosioni di granate ci davano la buonanotte. Un saluto NO TAV dalla colombia e al prossimo aggiornamento.

Giuliano
 

24-9-2011. COMUNICATO DI SOLIDARIETA' ALLE POPOLAZIONI IN LOTTA

ASOCIACION DE CALBILDOS INDIGENAS DEL NORTE DEL CAUCA e CONSEJO REGIONAL
INDIGENA DEL CAUCA

 
Dalla Valle di Susa che resiste.
 
Cari sorelle e fratelli, seguiamo ormai da tempo la vostra straordinaria lotta e sempre di più la sentiamo anche nostra.
La terra che difendete è la stessa terra della Valle di Susa. Quella terra che i nostri avi hanno ricevuto come un dono prezioso da madre
natura e che abbiamo il dovere di difenderla da interessi economici e politici che nulla hanno a che vedere con la nostra storia e la nostra vita.
Anche quì da noi uno stato oppressore ci ha militarizzato un pezzo di territorio per imporci un opera inutile e devastante, una ferrovia ad
alta velocità che servirebbe a trasportare le merci di un mondo ricco che vive nella sovrabbondanza mentre i 3/4 dl pianeta non ha le risorse
per sopravvivere.
Resistere a questo stato di cose, difendere la nostra terra e garantire il futuro delle generazioni future è nostro dovere.
Solidarietà agli indigeni del nord del Cauca!
Vi abbracciamo fraternamente.
 
Movimento NO TAV