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Diario di un NO TAV nel Cauca |
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Questi in sintesi gli obiettivi:
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SEGUONO GLI AGGIORNAMENTI E I COMUNICATI
01-11-2011. QUARTO E ULTIMO
AGGIORNAMENTO
Durante la mia permanente in
Cauca sono venuto a conoscenza e ho avuto contatti con il movimento indigeno
per la difesa e la riconquista della Madre Terra.
In quasi 25 giorni io e i miei compagni di viaggio abbiamo avuto modo di
conoscere il modo di vivere e resistere in difesa delle loro terre
ancestrali ma abbiamo anche avuto modo di vedere alcune cose poco
confortanti.
Il movimento indigeno copre una vastissima parte del territorio del Cauca
dove il 98% della popolazione sono appunto indigeni, la loro lotta è
improntata sul rispetto della madre terra e sul contrastare le concessioni
governative minerarie che vogliono devastare il territorio per estrarre oro
e pietre preziose ma anche dal conquistare e rivendicare le terre
ancestrali.
Il movimento ha all'interno 2 associazioni: ACIN asociacion de cabildos
indigenas del norte del cauca e CRIC consejo regional indigena del cauca.
Queste 2 realtà concertano con il governo il possesso, la gestione e la
ripresa delle terre andando spesso in contrasto con il volere della
popolazione.
Il caso più eclatante e grave esiste con il MOVIMIENTO SIN TIERRA LOS NIETOS
DE QUINTIN LAME. Questo movimento si ispira ad EMANUEL QUINTIN LAME,
indigeno vissuto dal fine 1800 fino al 1967, personaggio molto carismatico
che per primo si oppose ad una logica governativa invitando la popolazione
indigena a disubbidire al volere del governo colombiano e, si dice, a
costituire un movimento armato in difesa delle famiglie indigene oppresse in
modo violento dall'esercito e dalla polizia.
Il movimento oggi conta circa 350 famiglie e sono per lo più ubicate sulle
montagne a sud di Santander de Quilichao. Ancora adesso sono accusati di
essere dei violenti, dei terroristi e di essere un movimento armato ma
avendo vissuto un tempo lungo con loro abbiamo condiviso molto del loro
pensare, per tutto il resto tutto il mondo è paese e sappiamo benissimo come
funziona la macchina della repressione.
Loro rivendicano la possibilità di avere delle terre per poter coltivare e
sopravvivere ma queste terre a loro non sono concesse.
La spaccatura tra ACIN e CRIC nasce dal momento in cui per necessità
decidono di occupare delle "finche" (cascine) con terreno annesso di
proprietà di grandi latifondisti che le lasciano in stato di abbandono.
In 2 casi abbandonarono l'occupazione perché le 2 organizzazioni in accordo
con il governo gli promisero delle altre terre, peccato che le terre si
trovavano a 400 km da quella zona, quindi in un altra regione fuori dal loro
contesto sociale. Nel 1991 decisero di occupare la "finca del nilo" in
Caloto e il 16 dicembre 1991 furono attaccati da esercito e paramilitari che
aprirono il fuoco e uccisero 20 indigeni tra cui donne e bambini.
Ora quel luogo è un sacrario con le croci dei caduti. Immaginate un immensa
distesa di prati verdi ed in cima ad una dolcissima collina i resti di quel
che rimane di una cascina disseminata attorno di croci, è stato il momento
più emozionante di questa mio tempo in Cauca, sentire la voce dei parenti e
dei sopravissuti a quel giorno che ti raccontano l'accaduto. Noi eravamo
impietriti ad ascoltare queste persone che in quel momento condividevano un
dolore che ancora oggi è molto vivo anche perché non hanno avuto l'appoggio
di nessuno, nemmeno del ACIN e del CRIC, il governo non ha mai riparato a
quella strage, nascondendola a livello nazionale e internazionale.
16 DICEMBRE 1991 - 16 DICEMBRE 2011 20 ANNI
Giuliano
22-10-2011. TERZO AGGIORNAMENTO DI GIULIANO
In questi giorni non
sono riuscito a tenervi aggiornati perchè eravamo in giro sulle montagne
nelle verede più distanti dove i problemi sono maggiori.
3 giorni fa siamo stati a Mondomo in una vereda dove vivono 14 famiglie che
fan parte del MOVIMIENTO SIN TIERRA EMANUEL QUINTIN LAME. Emanuel Quintin
Lame era un indigeno vissuto all'inizio del secolo che per primo si ribellò
con forza alla politica del governo colombiano incitando la
popolazione a non pagare le tasse, a questo il governo rispose con azioni
violente di repressione tanto da indurre la popolazione indigena a formare
un movimento armato per difendersi dai massacri di esercito e paramilitari.
Oggi questo movimento esiste ancora ma logicamente non è più armato. La
repressione nei loro confronti continua perché sono i pochi che per avere
della terra da coltivare per sopravvivere sono costretti ad occuparla
sottraendola a i grandi latifondisti della Colombia, tutto questo scatena
una forte repressione: minacce di morte e attentati a i capi famiglia
più in vista fino ad arrivare a situazioni come la "strage del Nilo" in cui
durante un occupazione intervenne lèesercito e i paramilitari uccidendo 20
indigeni, era il 16 dicembre 1991.
Essere in quel luogo con i familiari e sopravissuti a quella strage che ti
raccontano è stato il momento più emozionante di tutta questa esperienza.
Stamattina a malincuore ho salutato Ned e Lila con cui ho vissuto questi
giorni in ASOCAL, un associazione campesina che promuove un agricoltura
totalmente organica, 2 ore sul tetto della civa ed eccomi a Popayan alla
sede del CRIC, consiglio regionale indigeni del cauca, organizzano la lotta
per la difesa e la ripresa della madre tierra.
Ora sono su un piccolo bus molto affollato con musica
latino-americana-caucana a tutto volume e sto andando a Cali, l'università,
è in "paro permaniente", cioè sciopero, ed è occupata quindi stanotte
dormiamo li'. Si è sparsa la voce che in Cauca ci sono 3 pazzi italiani e 1
israeliana che girano con una bandiera con scritto NO TAV quindi domattina
facciamo una diretta con la radio del movimento universitario, il mio
spagnolo è migliorato ma fortunatamente ci sono Nicola e Rocco che mi
aiutano.
Domenica con il cuore sarò con voi, buon 23 ottobre a tutti...........
Un abbraccio luchador.
12-10-2011. SECONDO AGGIORNAMENTO DI GIULIANO
Ciao a tutti, immagino abbiate sentito la diretta telefonica su radio
blackout direttamente dal Cauca l altro pomeriggio.
Qua un po' è estate un po' inverno, piove violentemente e poi esce il sole.
Oggi 12 ottobre c'è stata una marcia contro il progetto di una miniera qua
vicino, oltretutto questo giorno è un giorno importante perché è il giorno
della scoperta dell'America ma nei secoli le popolazioni indigene lo hanno
chiamato "il dia de la raza il dia del pueblo" quindi in tutta
l'America hanno marciato le popolazioni indigene per difendere la loro
identità.
Abbiamo preso parte alla marcia con la nostra bandiera su un bel bastone di
caffè, 14 km sulla panamericana bloccandola totalmente, tantissimi bambini,
donne uomini di tutte le età, tantissima gente che ci guardava e ci chiedeva
il significato della bandiera, tutti solidali per la difesa di madre
tierra, gionalisti e fotografi che ci facevano foto e ci chiedevano,
all'arrivo alcuni esponenti del movimento indigeno ci hanno ringraziato
pubblicamente dal palco chiedendoci se volevamo parlare e spiegare la nostra
lotta.
Nicola mi ha fatto da traduttore, quando ho detto di difendere con tutta la
forza la nostra terra è scoppiato un forte applauso, tutti contenti, la
polizia un po' meno, ci seguiva tutto dove andavamo e ci guardava un po' di
storto.
Nei prossimi giorni andremo nelle verede più distanti e con più
problemi per gli scontri che ci sono quasi giornalmente tra guerriglia ed
esercito, qualche volta si sentono i botti in lontananza.
Comunque saremo accompagnati dalla guardia indigena a cui prendono parte
uomini, donne e anche bambini armati solamente di un bastone tornito con dei
lacci colorati ma si confrontano con guerriglia ed esercito perché hanno un
peso ed un importanza fondamentale all'interno della comunità.
Ora vi saluto e mi godo un po' di questa luna piena che tra una nuvola ed un
altra si fa vedere.
Un saluto resistente, NO TAV.
Giuliano
10-10-2011. PRIMO AGGIORNAMENTO DI GIULIANO
Dopo 12 ore di aereo arrivo a
bogota subito il bus notturno per Cali, arrivo a Cali la mattina, un altro
bus per Santander de Quilichao dove mi aspetta Nicola e con lui eccomi
catapultato nel mezzo delle montagne del Cauca. Il mio viaggio colombiano e'
iniziato. Arrivo a Caldono nella vereda di campoalegre un posto meraviglioso
sulla collina di fronte al paese e con vista sulle montagne, dormo nella
sede dell asociacion campesina "asocal" che promuove l agricoltura biologica
nella zona. Arriva anche Rocco dalla basilicata che vive in colombia da un
anno e che lavora con comunita' afro-colombiane in resistenza a gruppi
paramilitari. Facciamo una diretta dalla radio "liswal nasa yuwe estereo"
spiegando la nostra resistenza in valsusa. Felici e contenti siamo andati a
dormire mentre in lontananza esplosioni di granate ci davano la buonanotte.
Un saluto NO TAV dalla colombia e al prossimo aggiornamento.
Giuliano
24-9-2011. COMUNICATO DI SOLIDARIETA' ALLE POPOLAZIONI IN LOTTA
ASOCIACION DE CALBILDOS INDIGENAS DEL NORTE DEL CAUCA e
CONSEJO REGIONAL
INDIGENA DEL CAUCA
Dalla Valle di Susa che resiste.
Cari sorelle e fratelli, seguiamo ormai da tempo la vostra straordinaria
lotta e sempre di più la sentiamo anche nostra.
La terra che difendete è la stessa terra della Valle di Susa. Quella
terra che i nostri avi hanno ricevuto come un dono prezioso da madre
natura e che abbiamo il dovere di difenderla da interessi economici e
politici
che nulla hanno a che vedere con la nostra storia e la nostra vita.
Anche quì da noi uno stato oppressore ci ha militarizzato un pezzo di
territorio per imporci un opera inutile e devastante, una ferrovia ad
alta velocità che servirebbe a trasportare le merci di un mondo ricco
che vive nella sovrabbondanza mentre i 3/4 dl pianeta non ha le risorse
per sopravvivere.
Resistere a questo stato di cose, difendere la nostra terra e garantire
il futuro delle generazioni future è nostro dovere.
Solidarietà agli indigeni del nord del Cauca!
Vi abbracciamo fraternamente.
Movimento NO TAV