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Cultura NO TAV |
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Facce NO TAV
Autori Vari,
scritti di Chiara Sasso |
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Un'estate speciale
di Maria Chirio Edizioni Melli Borgone di Susa Dicembre 2005 |
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NO TAV. Cronache di una valle incazzata di Jacopo Giliberto Eugenio Giudice
Edizioni Neos-Tipolito Subalpina |
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Asterix e la battaglia di Venaus (fumetti)
Edizioni Associazione Michael Gaismair
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Le 100 ragioni contro il TAV di
Mario Cavargna |
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NO TAV Cronache dalla Val di Susa
di Chiara Sasso |
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L'autunno contro
Autori Vari
Edizioni Luna nuova |
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Asterix e la tregua Olimpica (fumetti)
Edizioni NO TAV |
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Tav in Valle di Susa
di Marco Cedolin |
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NO TAV la valle che resiste
a cura
del Centro Sociale Askatasuna e del Comitato di lotta popolare Prezzo di copertina: € 10 |
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Travolti dall'alta voracità
a cura
di Claudio Cancelli, Giuseppe Sergi, Massimo Zucchetti Roma Marzo 2006 . Un
libro in cui non si motiva l’opposizione al progetto Tav in Val di Susa con
argomentazioni “ecologiche”. Sono presenti anche queste, naturalmente, ma
sono soltanto un corollario secondario, un “di più” in fondo quasi
marginale. Qui si ricostruiscono con dovizia di dettagli sia l’architettura
finanziaria del modello Tav che la sua assurdità industriale. Economisti,
ingegneri, docenti di impiantistica, chimici e analisti degli appalti
pubblici, fanno a gara nel vivisezionare un progetto che affonda le sue
ragioni unicamente nell’insaziabile sete di “guadagno senza rischio” di una
serie circoscritta di aziende con agganci storici nelle alte sfere della
politica e dei ministeri. Fino all’incredibile esempio del ministro delle
infrastrutture Pietro Lunardi, che con la mano pubblica firma i contratti
proposti dalla sua mano privata (la Rocksoil e collegate) e poi, a voce,
chiama la forza pubblica per sgomberare i picchetti che bloccano l’avvio dei
lavori. Ne viene fuori un disvelamento pieno del “modello Tav” come spreco
faraonico di denaro pubblico per i decenni a venire, per opere che mai
potranno avere una proporzionale “profittabilità” economica e neanche una
vera “utilità pubblica”. A cominciare dalla più grande delle menzogne: nel
“modello Tav”, legalizzato dalla “legge obiettivo”, non concorre un solo
euro di investimenti privati. Tutti i vantaggi sono assicurati ai
“general contractors”, mentre tutti i rischi – la copertura dei costi
crescenti e dell’indebitamento con le banche – è a carico del debito
pubblico. Un modello che ha avuto critici di altissimo livello quasi
immediatamente scomparsi dalla scena pubblica, come l’ex ministro Franco
Reviglio (che lo definì “un motore da fuoriserie montato su una utilitaria”)
e il manager di Stato Mario Schimberni (che usò una metafora analoga: “se
uno ha una cinquecento che non funziona, non può pensare di risolvere il
problema comprandosi una Ferrari”). Un modello avviato dall’ex ministro
craxiano Claudio Signorile, perfezionato da Paolo Cirino Pomicino, portato a
legalità forzosa da Silvio Berlusconi. Ma che non è mai stato messo in
discussione dal centrosinistra, con la lodevole eccezione dell’ex ministro
Claudio Burlando. Ne viene fuori un quadro in cui l’opposizione dei
cittadini della Valsusa non ha nulla del localismo egoistico tipico della
“sindrome Nimby” (not in my backyard), ma pone al contrario il
problema di come interrompere una spirale di spesa crescente che peserà
sulle future amministrazioni dello stato, ma soprattutto sulle generazioni a
venire. Un’opposizione, perciò, di altissimo valore civile, che si muove
nell’interesse generale del paese, oltre che in quello della comunità
territoriale. Un libro che viene interamente dal mondo scientifico e della ricerca. Pesante come un macigno. Un libro contundente. |
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Tav: i perchè del NO di Virgilio Bettini . Marzo 2006 . La popolazione
della Val di Susa ha suggerito a politici refrattari e retorici, ad
universitari chiusi nel loro sacro ed in parte dissacrato recinto, ad
amministratori opportunisti, che la sostenibilità di una grande opera
infrastrutturale può essere solo equilibrio, non scompenso, tra ecologia,
economia e società. |
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Dove sono le
ragioni del si?
di Antonio G. Calafati . Torino Marzo
2006 |
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Agricoltura e ipotesi di sviluppo sostenibile
in Val Susa di
Marcello Striano
Marcello Striano, nato a Torino il 25 maggio
1976, svolge la professione di agronomo in Valle di Susa, si occupa di
agricoltura di montagna e rivalutazione dei prodotti agricoli montani.Non
sono le autostrade, l'alta velocità o capacità che sia, i capannoni a
garantire sviluppo e crescita economica, ma un uso equo e consapevole delle
risorse naturali che normalmente sono presenti nel territorio. Chi predica a
favore delle infrastrutture e dell'industria, lo fa solo perché lui stesso è
vittima di una politica fallimentare iniziata in passato e che adesso non ha
via di uscita se non si attuerà una forte inversione di tendenza, con alti
costi che essa comporterebbe. |
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TAV in Val di Susa: le ragioni di una lotta di
Giovanni Guastini |
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Una bella storia
di Oscar Margaira |
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L'ABC dei NO TAV
del Gruppo consiliare Verdi di Torino
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La bandiera NO TAV nel mondo
Autori Vari introduzione di Chiara Sasso
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La meta è il viaggio
di Fulvia Masera
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Sensibilità unificate per un futuro
vivibile
a cura di Daniela Baldo |
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Presidiare la democrazia realizzare
la Costituzione
Autori vari |
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Mutuo soccorso
di Chiara Sasso e Claudio Giorno |
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Le
ragioni del no
di
Donatella della Porta e Gianni Piazza
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. Altre pubblicazioni |
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Corruzione ad Alta Velocità
di F.Imposimato, G.Pisauro, S.Provvisionato |
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Le grandi opere del Cavaliere
di Ivan Cicconi |
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Il libro nero delle olimpiadi di Torino 2006
di Stefano Bertone e Luca de Giorgis
Il libro analizza la macchina organizzativa vista come un
moloc che divora 3
miliardi di euro travolgendo interessi di ogni genere: preziose aree
naturali invase da costosi ed inutili impianti sportivi; diritti di
manifestazione e di critica impediti espressamente dalla 'costituzione”
del C.I.O. Gli autori: Stefano Bertone, avvocato, vive e lavora a Torino.
Luca Degiorgis, laureato in ingegneria meccanica, vive e lavora a Torino.
Si occupa da anni di problemi di risparmio energetico e di sistemi di
sfruttamento delle energie rinnovabili. Entrambi sono fondatori del
Comitato Nolimpiadi. |
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Alta velocità. Valutazione economica,
tecnologica e ambientale del progetto
di Virgilio Bettini e Claudio
Cancelli
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La storia del futuro di tangentopoli
di Ivan Cicconi
"Quando ho scritto La storia del futuro di
Tangentopoli non immaginavo che il "modello Tav" potesse diventare legge
dello Stato". Ivan Cicconi è un esperto di lavori pubblici, laureato in
ingegneria, direttore generale di NuovaQuasco, un’importante società di
ricerca sulla qualità degli appalti, è stato capo della segreteria tecnica
dell’ultimo ministro dei Lavori pubblici, Nerio Nesi, nonché docente a
contratto alla Sapienza di Roma e al Politecnico di Torino. Nel ’98 ha
scritto un importante libro sul sistema delle tangenti nell’edilizia,
indicando nei progetti per l’Alta velocità ferroviaria il futuro di
Tangentopoli. Ma senza Mani pulite. Senza, cioè, la possibilità che la
giustizia possa farci nulla. La
chiave di volta veniva individuata in due nuove "figure" del mercato
nostrano degli appalti pubblici, due figure importate dagli Usa e dal mondo
anglosassone e "adattate" al caso italiano: il "general contractor" e il
"project financing". Un binomio devastante per le casse pubbliche e per il
Paese. Un binomio che consente al governo Berlusconi di perpetrare "una
truffa ai danni dei nostri figli, nipoti e pronipoti" |
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Obiettivo decrescita
di Mauro Bonaiuti
Anche in questa seconda edizione è
stata mantenuta la divisione tra una prima parte, dedicata alle “ragioni”
della decrescita, e una seconda dedicata ai “cantieri” della decrescita.
Questo non certo per sottolineare la separazione tra teoria e prassi, quanto
piuttosto per sottolineare il rilievo, a fianco delle riflessioni
economiche, ecologiche, politiche, antropo-sociali e psicologiche, delle
pratiche già in corso. |
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Sobrietà di
Francesco Gesualdi Dalla protesta a tutto campo alla proposta di un nuovo stile di vita che ci induca a evitare i tanti sprechi che costellano la nostra quotidianità.
Il mondo siede su due bombe: la crisi
ambientale e quella sociale. Mentre le risorse si fanno sempre più
scarse, alcuni segnali relativi al cambiamento del clima indicano che
gli equilibri naturali si stanno alterando in maniera irrimediabile. Nel
contempo sappiamo che la maggior parte della popolazione terrestre non
riesce a soddisfare neanche i bisogni fondamentali: il cibo, l’acqua
potabile, il vestiario, l’alloggio, l’istruzione di base. Ci troviamo di
fronte a un dilemma angosciante: più crescita economica per uscire dalla
povertà o meno crescita economica per salvare il pianeta? C’è un modo
per coniugare equità e sostenibilità. La soluzione sta nel fatto che i
popoli ricchi si convertano alla sobrietà, ossia accettino uno stile di
vita, personale e collettivo, più parsimonioso, più pulito, più lento,
più inserito nei cicli naturali, in modo da lasciare ai poveri le
risorse e gli spazi ambientali di cui hanno bisogno. Varie esperienze
individuali e di gruppo dimostrano che la sobrietà è non solo possibile
ma anche liberatoria. Ma la sobrietà preoccupa per i suoi risvolti
sociali. In primo luogo l’occupazione. Se consumiamo di meno, come
creeremo nuovi posti di lavoro? Se produciamo di meno, guadagnando
quindi di meno, chi fornirà allo stato i soldi necessari a garantire
istruzione, sanità, viabilità, trasporti pubblici? In conclusione, è
possibile vivere bene con meno? È possibile coniugare sobrietà con piena
occupazione e garanzia dei bisogni fondamentali per tutti? È possibile
passare dall’economia della crescita all’economia del limite, facendo
vivere tutti in maniera sicura? Questo libro dimostra che è possibile
purché si mettano in atto quattro rivoluzioni che riguardano stili di
vita, produzione e tecnologia, lavoro ed economia pubblica. |
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La democrazia possibile di
Pierluigi Sullo
Edizioni Carta Intra Moenia |
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Bioeconomia di
Nicholas Georgescu-Roegen
Edizioni Bollati Boringhieri Ciò che ha spinto a mettere i miei pensieri nero su bianco è la ferma convinzione che il motivo reale dell'azione militare in Iraq era il possesso e quanto meno il controllo dell'energia". L'autore presenta una nuova scienza che coniuga biologia ed economia compatibile con le leggi della natura.
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Inciucio di Peter
Gomez e Marco Travaglio |
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NO TAV gli indiani di valle di Adonella Marena |
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Il cartun d'le ribeliun di Adonella Marena |
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NO TAV
fermarlo è possibile
a cura del Centro Sociale
Askatasuna e del Comitato di lotta popolare
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L'immacolata ribellione a cura di Candida TV - Teleimmagini . Ideato, realizzato e montato: Candida TV - Teleimmagini
Anno: 2006
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spazio E' in arrivo un treno carico di... a cura di Arcoiris.TV . Ideato, realizzato e montato: Gianni del Corral
Anno: 2006
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Stop that train |
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