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La storia del movimento |
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21/06/05. La
presidente della regione Piemonte Mercedes Bresso, dopo l’ennesimo incontro
con i sindaci e viste le 37.000 persone in manifestazione, smette di fare la
prepotente e accetta i 3 mesi di moratoria richiesti sui carotaggi, il governo
però non approva e annuncia che si andrà avanti. Il ministro talpa Lunardi non
vuole perdere tempo: la Rocksoil, azienda di famiglia Lunari, ha vinto la gara
di progettazione per il tunnel in territorio francese.
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24/06/2005.
Secondo tentativo di carotaggio a Bruzolo: anche questa volta, sindaci e
popolazione sbarrano gli accessi e anche questa volta le forze dell’ordine
prendono atto che è impossibile entrare nei terreni. Anche a Bruzolo il
presidio diventa permanente (Scarica
comunicato stampa).
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27/06/2005. Terzo
tentativo a Venaus: questa volta la CMC avrebbe dovuto espropriare decine di
terreni per impiantarci il cantiere per la galleria geognostica di 6 Km per 6
metri di diametro. Anche questa volta centinaia di cittadini con i sindaci
sbarrano l’accesso e anche questa volta gli invasori vengono respinti. Il
presidio continua in modo permanete. Molte aziende valsusine hanno dichiarato
uno sciopero di 4 ore per garantire la presenza degli operai al blocco. (Scarica
comunicato stampa e comunicato
sindacale).
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03/07/2005. Anche
quest’anno il movimento NO TAV sale al colle del Lys per ricordare i
partigiani delle tre valli trucidati dai nazi-fascisti. Madama Bresso,
annunciata come oratrice ufficiale, desiste per paura delle contestazioni,
mentre Ferrentino, presidente della comunità montana, fa un lungo discorso
sulle ragioni del NO TAV e sulla nostra mobilitazione: il pubblico risponde
con applausi e urla di incitamento, quando tocca a Saitta molti girano le
spalle e se ne vanno. Ancora una volta ribadiamo che i valori della resistenza
sono i nostri valori e nessuno potrà mai calpestarli. (Scarica
volantino).
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Luglio 05. Grande
partecipazione ai presidi di Borgone, Bruzolo e Venaus:ogni giorno sono
centinaia le persone che transitano per i presidi mentre di sera sono in
programma assemblee, feste, concerti e grigliate. Spinta dal bass e il csa
Takuma hanno allietato i presidi con una serata di musica salentina a Borgone
(vedi foto), una di musica
occitana a Venaus (scarica
volantino).
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11/07/05. I
sindaci sono convocati a Roma: si va a chiedere una moratoria di tre mesi sui
sondaggi e una discussione che metta sul piatto l’utilità dell’opera, il
ministero risponde picche, proponendo posti negli organi decisionali,
compensazioni e l’inizio dei sondaggi subito, i sindaci, per nulla intimoriti,
non accettano lo scambio, i presidi rimangono e si rafforzano (scarica
comunicato stampa assemblea del 12/07/05 presidio di Borgone)
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26/07/05.
Continuano gli incontri tra le istituzioni Valsusine e governo, regione e
provincia per arrivare a sbloccare la situazione del blocco dei sondaggi,
quindi dei presidi permanenti. Provincia e regione cedono a parlano di
sondaggi da iniziare a ottobre dopo un tavolo tecnico-politico con gli enti
locali. Ma il governo sembra non sentirci e per bocca del presidente della CIG
Masera afferma che i sondaggi dovranno iniziare ad agosto.
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03/08/05. Altro
viaggio a Roma dei sindaci al Ministero dei trasporti: alla fine si ottiene
una tregua fino al 12 settembre, nessun sondaggio inizierà, intanto parte un
tavolo tecnico-politico (Commissione Tecnica presieduta dall'arch. Luigi
Rivalta) dove i nostri amministratori, attraverso i tecnici valsusini da loro
designati, cercheranno di spiegare come mai il Tav non lo vogliamo; i presidi
continuano anche nel mese di agosto, giusto per tenerci “in forma” per
settembre che si annuncia un altro mese “caldo”.
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Agosto
2005. Nonostante ferie e vacanze i presidi continuano e si rafforzano
anche in pieno agosto. Tra cene, pranzi , feste e lavori di consolidamento
delle strutture (ci si prepara per l'inverno) anche agosto passa senza nessun
colpo di mano. Il csa Takuma organizza a Borgone una grigliata e una serata
revival musica dance 70-80.
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15/09/05. Il
coordinamento dei comitati NO TAV indice una assemblea pubblica chiedendo alla
Commissione Tecnica che si sta riunendo a Torino e alle istituzioni
chiarimenti sul perché si fosse partiti, tra le 7 criticità, a parlare proprio
dei sondaggi. Moltissima la gente che ha riempito la sala consigliare di
Bussoleno, alla fine si esce "ricompattati" e pronti per l’ennesima volta a
fronteggiare il TAV, tutti uniti.
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Fine settembre 2005.
Mentre continuano i presidi, le istituzioni decidono di aprire un tavolo di
trattativa con il Ministero e LTF per iniziare i sondaggi volti a scoprire
l’amianto, il tutto causa la spaccatura della Valle: la maggior parte delle
istituzioni è d’accordo a far partire le indagini geognostiche, mentre una
minoranza istituzionale e tutto il movimento NO TAV si oppongono. Iniziare i
sondaggi significa iniziare i lavori e questo non è possibile concederlo. A
risolvere il tutto ci pensa Lunardi che scioglie la Commissione Tecnica e con
prepotenza avverte che i sondaggi si faranno entro il 15 ottobre a
prescindere. NO TAV = NESSUN SONDAGGIO.
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27/09/05. Arrivano
a Venaus le lettere di esproprio per il cantiere. Il 6 e 7 di ottobre la CMC
(ditta incaricata da LTF di eseguire i lavori) tenterà come a giugno di
entrare in possesso dei terreni su cui poter iniziare il cantiere per i
sondaggi.
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06/10/05. Venaus:
per l'ennesima volta i tecnici di LTF sarebbero dovuti entrare a Venaus per l'esproprio
dei terreni, ma il governo ha deciso il 5/10/05 sera alle 22.00 di ritirare le
truppe (erano circa 800 gli uomini delle forze dell'ordine) Nonostante la
giornata piovosa, la sveglia alle 7 della mattina e nonostante la notizia che
nulla sarebbe accaduto 600 Valsusini si sono trovati a Venaus per impedire
l'accesso ai cantieri mentre una trentina hanno passato su la notte per
sicurezza.
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31/10/05.
LA BATTAGLIA DEL SEGHINO. Alla fine
eccoli! Si presentano in 1000 in assetto anti-sommossa per conquistare i
terreni alla pendici del Rocciamelone. Tentano di iniziare per la quinta volta
i sondaggi. Ad attenderli i Valsusini schierati sul ponte delle frazione
Seghino che fanno resistenza passiva: mani alte e nessun oggetto contundente.
Le forze dell'ordine spingono con gli scudi e ogni tanto partono manganellate.
Ma noi siamo più determinati e alla fine, dopo varie schermaglie, si
rassegnano, subito pronto il motto: dal ponte del seghino non passa il
celerino. Tentano allora di salire a piedi per i sentieri e arrivare
direttamente al sito ma anche li una muraglia umana li ferma: siamo di più e
più determinati: le loro spinte non spostano di un millimetro. Alla fine si
discende dalla montagna cantando Bella ciao dopo che le forze dell'ordine
assicuravano ai sindaci che non ci sarebbero stati altri tentativi e che si
sarebbero ritirati.
Da falsi, bugiardi e sleali come solo loro possono essere dopo le 22.00
salgono sul sito ormai vuoto e gli attaccano del nastro per poi spedire ai
giornali che i terreni erano stati raggiunti. La comunità Montana ha subito
fatto ricorso in quanto sui terreni si poteva arrivare entro le 19.00 e in
presenza del proprietario (non si sono realizzati nè un parametro nè l'altro).
Dei terreni cintati uno è franoso e inagibile, poi ne è stato cintato uno
sbagliato e quindi dei 3 siti solo uno è stato raggiunto. (Scarica
il comunicato stampa) Vedi le
foto.
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01/11/05. Alla
notizia dell'accesso illegale ai terreni i valsusini rispondono con rabbia e
determinazione: dalla mattina alla 10 alla sera alle 20.00 viene bloccata la
viabilità della Valle: si parte con la ferrovia, blocchi a Borgone, Condove,
S.Ambrogio e Avigliana per poi fermare le due statali 24-25. Alle 19.00 sono
almeno 2000 le persone che bloccano a Condove, in contemporanea, ferrovia e
statali.
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04/11/05.
Ecco puntuale come sempre (in Italia) arrivare la bomba-pacco. E stata
ritrovata a Giaglione ed era poco più di un petardo, ma bastato questo per far
passare i Valsusini come terroristi. Noi, che al primo punto delle nostra
battaglia, abbiamo sempre messo la non violenza! Non sappiamo chi ci abbia
giocato questo brutto scherzo ma è chiaro che con il movimento NO TAV e con la
nostra protesta non centra nulla. Nei giorni successivi continua una strategia
per colpevolizzarci con volantini deliranti inneggianti alla lotta armata e
bossoli spediti alla Bresso. Si tenta di porre fuori legge il movimento più
onesto e legale d'Italia! (Scarica
il comunicato stampa)
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05/11/05.
In risposta alle provocazione e per chiedere l'immediata smilitarizzazione di
Mompantero, occupata dal 31 ottobre dalle forze
dell'ordine e vietata ai non residenti, si svolge a Susa una immensa
fiaccolata di 15 mila persone. Eccoli i terroristi valsusini: sono donne,
bambini, famiglie , anziani, giovani studenti un intero popolo che in modo
pacifico sta lottando per difendere la proprio terra. Se pensano di tenerci a
casa usando i soliti sporchi mezzi si sbagliano, qui in Valle noi non abbiamo
nulla da nascondere ed per questo che continueremo la nostra lotta fino a
quando i distruttori e le forze dell'ordine lasceranno la Valle.
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12/11/05. Per
denunciare la vergognosa occupazione del comune di Mompantero e delle pendici
del Rocciamelone (montagna simbolo della Valle), la popolazione valsusina
organizza la prima camminata sui sentieri partigiani. In 200 si trovano
davanti al posto di blocco
di Urbiano e dopo varie trattative riescono ad entrare in paese scortati da
poliziotti a piedi ed autoblindi. Alla fine si raggiunge la trivella
dove vengono deposti dei fiori così come si è fatto alle lapidi di chi sesant'anni
fa ha lasciato la sua vita per la libertà che oggi ci viene negata.
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16/11/05.
SCIOPERO GENERALE! 80 MILA!! Un'altra
importante pagina di storia Valligiana. Allo sciopero generale della Valle di
Susa l'adesione totale: non un negozio aperto, fabbriche vuote, chiuse scuole,
banche, uffici postali, giornalai, benzinai, bar, insomma un intera comunità
si è fermata ed scesa in strada a manifestare pacificamente. Il lungo corteo
partito da Bussoleno per finire a Susa. Dopo i comizi concerto per tutto il
pomeriggio. Arrivata la solidarietà da tutta Italia con comunicati o con la
presenza di delegazioni. Ancora una volta la Valle di Susa chiede di essere
ascoltata e mostra come dire NO TAV non sia questione di localismo! (Scarica
il volantino ufficiale e quello dei
comitati,
scarica il comunicato stampa,
locandina chiusura negozi) Vedi le
foto.
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18/11/05. In modo
provocatorio e in totale disprezzo per gli abitanti Valsusini, che 2 giorni
prima erano scesi in piazza in massa, LTF spedisce le lettere di esproprio a
82 proprietari di terreni di Venaus per poter iniziare un tunnel esplorativo
di 10 km. Il 30 è la data prefissata e naturalmente noi ci saremo.
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19/11/05. Seconda
passeggiata per denunciare la militarizzazione di Mompantero. Anche questa
volta in 200, nonostante scorte e blindati, ci si riappropria della nostra
montagna, anche questa volta si arriva alla trivella, la quale ha già
riversato sulla terra liquidi velenosi e ha reso il terreno una fanghiglia
piena di benzina e rifiuti.
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27/11/05.
Ancora una domenica con “passeggiata popolare” ad Urbano e Seghino a portare
solidarietà alla popolazione che continua a vivere sotto un occupazione
militare, occasione anche per organizzarsi in vista del 30 novembre a Venaus.
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29/11/05. Ore 3 di
notte, con un azione degna delle peggiori dittature, lo stato italiano invia
centinaia e centinaia di uomini e mezzi
militari a Venaus e circonda la Val Cenischia impedendone l’accesso a
chiunque. Tutto il giorno la popolazione e forze dell’ordine si fronteggiano
sul bivio di Venaus (i Passeggeri); manganellato l’europarlamentare Agnoletto.
La commissione europea, in visita proprio in questi giorni, rimane sbigottita
per come i diritti fondamentali siano calpestati. Alla sera, forse per la
figuraccia con gli europarlamentari, il blocco si allenta e la gente può
raggiungere l’area del futuro cantiere, domani si dovrebbero iniziare i
lavori. (Comunicato stampa)
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30/11/05.
Nonostante gli accessi per Venaus siano stati nuovamente blindati dalla
polizia nella nottata, la gente è riuscita a piedi a raggiungere l’area
interessata al cantiere. In centinaia abbiamo passato la notte sotto la neve
circondati dalle forze dell’ordine. Costruite le barricate sulle strade di
accesso al cantiere. Verso le 9 i militari tentano di entrare nei prati da tre
fronti diversi ma la solita muraglia umana liblocca. Qualche spinta ma nessuno
si fa male. Si arriva a sera e nessun terreno è stato cintato, intanto
carabinieri, polizia e guardia di Finanza
non smobilitano, anzi aumentano i posti di blocco e la loro invasiva presenza.
Viene coniato il nuovo slogan dei valsusini “SARA’ DURA!” (Scarica
comunicato stampa)
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01-05/12/05. Cinque
giorni indimenticabili: centinaia di Valsusini si danno il cambio a
presidiare i terreni, si dorme al gelo e si mangia qualcosa alla baracca del
presidio, vengono montate tende, si organizzano concerti di
bande, assemblee, giochi. I carabinieri tentano una volta (ore 22) di entrare
in assetto antisommossa ma vengono ma vengono bloccati in modo pacifico ma
fermo dai presidianti che li obbligano a ritornare all’interno del cantiere
Aem. Uno a zero per noi! Le barricate si rinforzano e crescono tutt'intorno al
cantiere in un clima di festa surreale.
Domenica 4, tremila persone manifestano davanti ai posti di blocco chiedendo a
gran voce la smilitarizzazione della Val Cenischia. (Scarica
comunicato stampa)
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06/12/05. Ore 3.20 di
notte. Val cenischia o Cile di Pinochet? Centinaia arrivano nel cuore
della notte: davanti, una ruspa che travolge tutto ciò che trova, dietro, gli
uomini in divisa con l’ordine di picchiare: a farne le spese signore, anziani,
giovani: in 20 alla fine finiscono all’ospedale con nasi e teste sanguinanti.
Il presidio è sgomberato, la casetta distrutta i terreni cintati dai tecnici
della CMC. E’ chiaro che non potrà finire così. (Scarica
le testimonianze di chi era su:
testimonianza1,
testimonianza2
vedi le foto e i video)
06/12/05 Rabbiosa la risposta della Valle: Ore 7 della mattina Come la
notizia di quanto avvenuto a Venaus giunge in Valle nelle prime ore del
mattino la Valle di Susa si ferma. ORA BASTA! QUESTO
E' TROPPO! In 800 sono in piazza a Bussoleno, intanto dalle
fabbriche si proclamano gli scioperi, gli studenti escono dalle scuole. A metà
mattinata l’autostrada del Frejus, le due statali e la linea ferroviaria sono
bloccate da migliaia di persone che costruiscono barricate con qualunque
oggetto. Bussoleno è l’epicentro della protesta: barricate tenute da “madame”
inferocite e da anziani che pensavano di non dover vedere più certe scene da
fascismo. Blocchi e barricate anche ad Almese e Avigliana, gruppi
autorganizzati fermano la viabilità dell'intera valle statali, autostrade,
ferrovie...più nessuno si muova! I militari non possono fare il cambio turno e
sono costretti a passare dal Sestriere. Telegiornali e giornali hanno tutti in
prima pagina la Valle di Susa.
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07/12/05. Di nuovo
tutto bloccato: statali, autostrada e ferrovia; la rabbia non passerà fino a
che non si riparerà al torto subito rispedendo a casa loro gli invasori. Alla
fine si decide: domani manifestazione Susa-Venaus: l’intento è riprendersi i
terreni.
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08/12/05.
VENAUS E’ LIBERATA!!! Oltre 50 MILA
persone, si parte da Susa, nonostante i soliti occupanti ci impediscono con
qualche manganellata e un folto cordone l’accesso per Venaus (bivio i
Passeggeri) la gente passa per mulattiere e sentieri.
La folla è come un torrente che straripa e si divide in tanti rigagnoli, si
raggiunge Venaus
da mille parti, per ricongiungersi tutti intorno al cantiere spiazzando i
blocchi organizzati dalle forze di occupazione.
Intorno alle 12.30 il cantiere è circondato da decine di migliaia di cittadini
vogliosi di riprendersi quello che gli era stato sottratto con la forza. In un
attimo: le reti vanno giù, i militari indietreggiano velocemente e i terreni
sono riconquistati da una fiumana di gente. E’ la dovuta risposta al blitz del
6 dicembre. VENAUS E’ DI NUOVO NOSTRA! Il governo nella stessa giornata
convoca i sindaci a Roma, fa togliere i blocchi polizieschi e ritira la
maggior parte delle truppe (rimangono ancora alla borgata
Seghino di Mompantero e all’interno del cantiere Aem). In Val cenischia si circola di nuovo
liberamente. (vedi le foto)
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10/11/05. I
sindaci incontrano ministri e sottoministri a Roma, questi propongono loro un
documento inaccettabile che i nostri sindaci non firmano. L’intento del
governo è congelare tutto fino alle Olimpiadi in modo da poterle svolgere
senza problemi ma non sembra intenzionato a prendere in considerazione le
nostre richieste.
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11/12/05.
Cinquemila le persone che partecipano all’assemblea indetta dai sindaci per
raccontare l’incontro di Roma (dato che i media ne parlano confusamente) e per
decidere il da farsi per la manifestazione a Torino del 17/12.
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12-13-14/12/05.
Dopo i fatti di Venaus le Comunità Montane alta e bassa Valle di Susa
promuovono un seminario sulla difesa della Costituzione intitolato "Presidiare
la democrazia" nei quattro incontri proposti a Bardonecchia, Susa, Bussoleno e
Condove. Numerosa la gente che partecipa ai dibattiti sia come uditori degli
invitati sia come relatori sull'esperienza della militarizzazione, dei presidi
e della lotta al TAV. (Scarica
il volantino)
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17/12/05. Giornata
NO TAV a Torino: Un corteo di 50 mila persone con delegazioni e realtà da
tutta Italia raggiunge la Pellerina dove ad aspettarlo c'è lo spettacolo di
Marco Paolini, Beppe Grillo, Dario Fo e Franca Rame aperto a ritmo di musica
con i Lou Dalfin. Altra giornata epica. Il NO TAV è ormai un caso nazionale
con cui tutti dovranno fare i conti! (Scarica
comunicato stampa)
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18/12/05. In
solidarietà con quanto è accaduto a Torino varie realtà romagnole si sono date
appuntamento sotto la sede (a Ravenna) della CMC ditta appaltatrice dei lavori
del TAV come del Ponte di Messina. Importante quanto è accaduto perché fa
notare come l'Italia intera si opponga a queste grandi opere al di fuori dei
localismi con cui i politici cercano di metterci a tacere. (Scarica
il comunicato stampa)
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21/12/05. Anche
alla borgata Seghino torna la normalità:alle 17.30 le truppe di occupazione
vanno finalmente via insieme alla trivella dopo un mese e venti giorni di
oppressione militare, sospiro di sollievo degli abitanti del luogo che possono
godersi la libertà di circolare liberamente. Ora le forze dell'ordine rimango
solo più al cantiere dell'Aem a Venaus ma sembra torneranno a breve per
reinstallare le trivelle su altri 2 terreni.
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31/12/05. Non poteva che finire a Venaus l'anno che ci ha visto protagonisti di una storia piena di avvenimenti e densa di emozioni. A partire dall'estate è stata una continua lotta con le "forze dell'ordine" per impedire l'inizio di un qualsiasi lavoro e alla fine possiamo dire che l'abbiamo spuntata:a Venaus tutto fermo, così com'è a Bruzolo e Borgone e su tre sondaggi previsti a Mompantero ne hanno portato a termine mezzo (sono scesi fino a 400 metri a fronte dei 900 previsti). Ecco allora che a Capodanno esplode la festa in quello che ormai il paese simbolo della battaglia: Venaus. In diecimila affolliamo il presidio ricostruito dopo l'infame blitz del 6 dicembre. Nevica, l'atmosfera è ancora più suggestiva: si balla, si canta, si brinda, si festeggia e nello stesso tempo si lotta. Il primo gennaio sono ancora centinaia le persone al presidio. Iniziamo l'anno con la consapevolezza che l'anno nuovo che ci aspetta sarà probabilmente ancora più difficile di quello passato, ma la determinazione e la voglia di lottare del popolo valsusino non potrà che respingere chiunque voglia rubarci il futuro.
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